# LLM Context URL: https://diegocecato.dcsolution.it/errori-mcp-agenti-action-space/ Titolo: Un errore non è testo: per un agente è parte dell’API Tesi: nei sistemi agentici i messaggi di errore sono parte del contratto operativo. Una remediation è utile solo se è compatibile con l’action space del chiamante. Uno studio arXiv del 28 settembre 2026 ha analizzato 3.001 errori in 150 server MCP. 949 messaggi indicavano un passo successivo e circa metà di questi passi dipendeva da capacità del chiamante non osservabili dal server. In test controllati BFCL con cinque modelli OpenAI, sui casi di credenziali scadute un comando da terminale inserito nell’errore ha ridotto la recovery media dall’82% al 45%; indicare invece il tool di login disponibile ha portato la recovery all’84%. Per i rate limit, un generico invito ad attendere e riprovare ha ottenuto il 6%, mentre indicare la chiamata da ripetere ha raggiunto l’88%. Il principio progettuale è separare causa e remediation e formulare il recupero in termini di capacità realmente disponibili: tool invocabili, operazioni autorizzate e chiamate identificabili. L’errore non è quindi solo testo per lo sviluppatore, ma un elemento di controllo di flusso che orienta il comportamento dell’agente. Quando il server non può conoscere l’ambiente del chiamante, deve evitare di assumere terminale, browser o configurazioni esterne. Lato agent runtime, filtrare remediation incompatibili può essere una difesa per server di terze parti, ma non sostituisce un buon design dell’interfaccia.